L'immagine sbiadita di una città sbiadita dove, malgrado tutto, c'è ancora chi lotta per essere un'anima viva.

mercoledì 20 maggio 2009

Il potere e l'intimidazione. Di Antonello Caporale

Alla fine di queste righe troverete un lancio dell’Ansa nel quale si dà conto della conferenza stampa congiunta dei sindaci di Messina e Reggio Calabria che annunciano la querela a me per aver intaccato l’onore e la dignità delle due città. Si suppone congruo il risarcimento danni stimato in mille euro per ciascun abitante dello Stretto.
Una risata dovrebbe seppellire una decisione di tal fatta. Ma prima di sorridere fermiamoci a valutare cosa c’è dentro questa notizia.
Urge un brevissimo riepilogo: in aprile sono ospite di Exit, e la trasmissione de La7, dedicata al terremoto nella sua funzione di fabbrica delle emergenze, si intrattiene per mio merito o colpa, alla costruzione del Ponte sullo Stretto. Penso che le condizioni urbane e civili delle due città sono così degradate che un ponte legherebbe due realtà in cui l’una esibisce nel centro ancora baracche e baraccati, fogne (metaforiche e non) e l’altra, nell’anno del Signore 2009, vede la ‘ndrangheta impossessarsi dei suoi fianchi, del suo corpo, della sua anima. Vede soldi che girano, appalti che partono. E vede che tutto, più o meno, resta tal quale: l’acqua nelle case ancora è un bene distribuito a qualcuno, non a tutti.
Dico, volendo riassumere: “due città cloaca”. Mi fanno rilevare gli amici messinesi di facebook che il tono del rilievo risulta particolarmente sgradevole. Replico spiegando, illustrando, definendo meglio il mio pensiero e scusandomi infine, com’è giusto, con coloro che hanno ritenuto offensive le mie parole.
Si può discuterne naturalmente, ed è quello che abbiamo fatto in due incontri a Messina. La mia opinione può risultare troppo cruda, e ci sta.
Ma il potere, per la prima volta, decide che è venuto il momento di fare un passo in più: bastonare. Basta con i giornalisti (suppongo comunisti) diffamatori di professione!
Ecco come la realtà si capovolge ed ecco come l’indignazione, quando muta il suo carattere, si trasforma in intimidazione.
La querela, nella sua tragica devianza, assume il valore di un ammonimento. Più che a me è diretta a tutti coloro che avranno una penna in mano e una testa sulle spalle.
Settecentomila euro mi dicono sia il conto salato per le mie parole.
Notizia è buffa e tragica al tempo stesso.
Se avrete voglia di leggere l’Ansa troverete modo per sorridere ma anche, e purtroppo, per assaporare il dolore dell’ultimo stadio, del perché e del per come lo sfinimento civile conceda al potere tale e tanta spudorata immunità. Non ricordo una conferenza stampa congiunta dei primi cittadini della Calabria e della Sicilia contro la mafia, la ‘ndrangheta, contro la politica imbelle, i soldi bruciati, le strade bucate, la speranza distrutta.
Non ricordo un alito di protesta. Nulla, niente, zero.
Non ricordo. Il problema è che noi non abbiamo nemmeno voglia di ricordare. Solo, e per un attimo, ci concediamo il sorriso del compatimento disperato per questo nostro buffo tempo e questo nostro un po’ tragico destino.
Antonello Caporale

(ANSA) REGGIO CALABRIA - Mille euro di risarcimento per ogni abitante delle città di Reggio Calabria e Messina. E' l'entità del risarcimento chiesto dalle amministrazioni comunali di Reggio Calabria e Messina per le affermazioni ritenute offensive di un giornalista nel corso di un dibattito televisivo.
I sindaci delle due città dirimpettaie, Giuseppe Scopelliti (Reggio) e Giuseppe Buzzanca (Messina) hanno illustrato stamani, a Reggio Calabria, le ragioni della querela nei confronti del giornalista Antonello Caporale e della richiesta di risarcimento danni nei confronti dell'emittente televisiva La7, per l'espressione usata da Caporale che ha definito "Reggio Calabria e Messina due cloache". I due primi cittadini hanno spiegato che, attivando gli uffici legali dei due enti, avvieranno una procedura comune per il risarcimento danni.
"Abbiamo il dovere - ha detto Scopelliti - di tutelare le nostre comunità da chi cerca di gettare fango su un territorio in evidente crescita. Siamo fortemente impegnati con il collega Buzzanca per costruire un futuro diverso per le nostre due nobilissime città ma evidentemente a qualcuno dà fastidio.
Saremo intransigenti perchè esigiamo rispetto per i nostri concittadini".
Il sindaco di Messina ha definito l'iniziativa "un gesto dovuto per le comunità delle due sponde. L'affermazione usata - ha aggiunto - è chiaramente lesiva dell'onorabilità di ciascun cittadino. C'è una evidente manovra che tende ad ostacolare il processo di sviluppo di due città in fase di conurbazione che, anche con la realizzazione del Ponte, diventeranno la grande realtà metropolitana pronta a svolgere un importante ruolo all'interno del Mediterraneo. Per questi motivi non consentiremo a nessuno di impedire o quantomeno frenare il cammino intrapreso dalle due città". (ANSA, 18 maggio 2009)

8 commenti:

  1. Che ci sia una manovra che tenda ad ostacolare il processo di sviluppo di Messina e Reggio potrei anche accettarlo, ma che Antonello Caporale sia complice o mezzo di questa...beh mi fà un pò sorridere....anche perchè questa manovra non è riuscita ad impedire l'arrivo dei 3 milioni di euro, assegnati al comune dal ministero delle infrastutture e dei Trasporti, per redigere un programma di potenziamento marittimo e trasferimento delle ferrovie. (attenzione: un programma non un piano, pensate che basteranno?)

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  2. Tutto ciò è assurdo...non si muove un dito contro le minacce serie che (non a parole ma nella quotidianità anche più spicciola) infangano le città, e si collabora invece per impedire alla gente anche solo di provare a far aprire gli occhi agli ottusi cittadini di Messina e Reggio.
    Ops, ho detto ottusi, vi siete offesi?

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  3. ehehe! mi dispiace ma ora devi pagare 700mila euro.

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  4. Carmelo Franzò20 maggio 2009 19:14

    Caro Caporale, non le fa difetto la verità ma la misura.

    Ho già avuto modo di scrivere su questo blog che se fossi stato sindaco di una delle due città non avrei sporto querela.

    Non l’avrei fatto per amore della libertà d’espressione che, a mio avviso, va censurata solo in misura della sfrontata menzogna. Lei a Exit non ha mentito, ha esagerato. Messina non è una cloaca e neppure una brutta città. Potrebbe certo essere molto più bella se bene amministrata. E dico Messina perché Reggio Calabria negli ultimi anni ha scoperto o ritrovato nuovi servizi, i cittadini hanno visto realizzare un bel lungomare, in qualche modo le varie categorie hanno fatto sistema con un conseguente miglioramento della qualità generale di vita.

    Oggi lei sbaglia nuovamente misura, se permette. La querela non è il bastone che il potere usa. Se il potere fosse vero, quello capace di incidere e decidere, sono convinto che, comunque a torto, non terrebbe in alcuna considerazione le sue esternazioni, la sua scrittura, il suo giornale, i suoi libri.

    Questa querela è la prova della debolezza della politica di Messina. Non voglio fare un processo alle intenzioni ma mi pare evidente, avendo seguito ogni passaggio di questa divertente vicenda, che il sindaco di Reggio Calabria ha prodotto solo un’azione di sostegno verso un collega dello stesso partito. L’iniziativa, vado a naso, è tutta del sindaco di Messina. Se le hanno dato tanta rilevanza, tanto peso alle sue parole, non è per bastonare chi dissente o chi alza la voce contraria. Lo hanno fatto per mascherare altre e ben più gravi colpe. Querelano perché sono fragili, perché non contano, perché non decidono, perché non sanno cosa fare, da dove cominciare.

    Fossi stato io il sindaco le avrei fatto un’offerta: un giorno insieme a Messina. Ma io sono io e Buzzanca è Buzzanca. Io le avrei fatto vedere perché le baracche non sono una piaga ma un fenomeno sociale che si riproduce; perché c’è poco verde; perché la più bella costa d’Italia è ridotta a un mondezzaio; perché i cassonetti sono sempre pieni e l’area più bella della città dedicata a pochi cantieri navali e al campo nomadi.

    Le avrei fatto vedere anche le cose belle, le grandi potenzialità della città e le avrei illustrato la mia grande idea per il rilancio di Messina, una città che ha bisogno di pochissime cose per poi innescare il futuro.

    E lo avrei fatto con le televisioni e i giornali locali al nostro seguito per poi passare a lei l’onore della prova di un’onesta intellettuale che ciascuno dovrebbe riconoscere agli altri.

    Buzzanca non può fare il giro con lei. E allora querela. Non dà bastonate perché ha potere, la porta in Tribunale per nascondere altre verità.

    Leggevo nei giorni scorsi su un sito d’informazione messinese un’intervista nella quale Buzzanca diceva grosso modo “sbaglio ma sono uno che decide”. Decide cosa? In oltre un anno di amministrazione non ha prodotto un atto significativo, un’azione decisa. Non ha impresso una svolta in nessuna direzione, non ha scritto alcun capitolo della nuova stagione. Caro Caporale, lei sta facendo, e credo lo sappia bene, una battaglia contro nessuno. La querela è solo il misero atto di un teatrino ormai noioso perché assai noto nella trama e nel finale. I Comuni perderanno la loro battaglia giudiziaria perché lei è stato tempestivo e opportuno nel chiedere scusa. Quindi niente eroismi da giornalisti in trincea.

    E la triste fine di questa vicenda è che quando i tempi della giustizia porteranno una sentenza, Buzzanca e Scopelliti saranno passati ad altro incarico, lei ci avrà ricamato su qualche altro bel pezzo e forse farà diventare lo Stretto paradigma di un sistema in qualche altro libro. E Messina e Reggio Calabria saranno ancora così. Tra una sciroccata e una granita anche questa passerà.

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  5. Caro Carmelo (permettimi che ti dia del tu)
    Hai un'enormità di ragioni dalla tua parte, ma quello che non capisco ancora è: ma tu con chi stai?
    E' ovvio che Antonello Caporale ha degli interessi che lo spingono ad alimentare la notizia, ma che gli puoi dire, è il suo lavoro e lui sembra essere un bravo sarto.

    Se hai perso totalmente la fiducia nelle istituzioni siamo in due, ma dare un colpo a destra e un colpo a sinistra non è politicamente corretto..nessuno è in grado di giudicare la buona fede di nessuno, e se Caporale ha chiesto scusa, chi può dire se lo ha fatto per avere le spalle coperte o per buona condotta?

    Da come parli, ti vedo quasi seduto in un bar che affaccia sul mare, con la tua granita fermo e immobile, in un istante infinito come nell'ultimo fotogramma di un film che intitolerei: Critiche Rassegnate di un anarchico.

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  6. caro Nello, sai più tu di me che mia madre.
    sono rassegnato. sono anarchico.
    e sono spesso rassegnatamente anarchico e con la granita sul tavolo.
    guardo la banalità delle inutili polemiche che non portano a niente. con una mia idea del cambiamento che nessuno seguirebbe mai.
    destra, sinistra? politicamente corretto? ma di che stiamo parlando? buzzanca è di destra? genovese di sinistra? repubblica un giornale politicamente corretto? perchè dobbiamo prenderci per il culo qui, in questa bella oasi dove la parola sarà fine a se stessa ma è pulita, la mia, la tua.
    ragioniamo sulle cose e non sulle persone.
    buzzanca sappiamo chi è e caporale non è la Vergine Maria se è vero, come ha detto, che lui di fronte a ciò che non condivide del suo giornale si astiene. "mi astengo", come se bastasse.
    la granita è l'ultima arma che mi è rimasta.
    per la verità io un'idea di come uscirne la avrei, ma ora sono stanco.
    e la granita di oggi è finita. magari domani. grazie

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  7. Caro Carmelo
    sei un uomo in gamba, ma sei il fantasma dei miei giorni futuri....per la tua idea beh non sò se sia meglio del c4 o del classico tritolo, cmq sia contami nella squadra.

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  8. Davide Mangiapane22 maggio 2009 09:26

    Aldilà del personaggio "Carmelo Franzò" , del quale sappiamo solo poche e molto poco indicative coordinate complete per individuarne la concretezza fisica, devo dire che Caporale dovrebbe fare tesoro di ciò che lui afferma.
    Effettivamente Buzzanca e Scopelliti (sì, anche Scopelliti, perchè, aldilà del mito di "Reggio in serie A e del km + bello d'Italia, anche lì siamo di fronte ad un personaggio abbastanza inutile) cercano di nascondere, con il "caso Caporale" il proprio vuoto completo di azioni politiche ed amministrative. Ed anche il ruolo da "protagonista" del primo cittadino barcellonese della città dello Stretto in questa vicenda appare abbastanza chiaro.
    "Se io fossi stato il sidnaco".. è una bellissima favola.
    Stare seduto, pucciare la brioche nella granita e fare il troll su internet consente a tutti noi di stimolare il dibattito, ma non credo sia una attività molto più produttiva per le sorti della città di Messina rispetto a quella che svolge,ad esempio, Caporale.
    Ad ogni modo, al netto di tutte queste mie considerazioni, ribadisco che Caporale dovrebbe leggere con molta attenzione quanto tu gli scrivi.

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