L'immagine sbiadita di una città sbiadita dove, malgrado tutto, c'è ancora chi lotta per essere un'anima viva.

martedì 5 maggio 2009

La villa di Arcore come il Grande Fratello

I quotidiani negli ultimi giorni si sono trasformati in autorevoli riviste di gossip. Sembra che abbiano deciso di fare concorrenza ai settimanali che da anni seguono le vicende della Casa del Grande Fratello. Oggi il cavallo di battaglia è Casa Berlusconi. Possiamo ringraziare gli organi d’informazione per aver permesso a tutta l’Italia e a tutto il mondo di seguire in tempo reale la “auto nomination” di Veronica Lario e il conseguente abbandono della villa di Arcore.

I dibattiti alla vigilia delle elezioni Europee sono incentrati su pettegolezzi, presunte amanti o forse figlie, e divorzi. Si prevede una campagna elettorale dai toni bassi o per meglio dire una campagna elettorale di basso livello. Da cronaca rosa con tante notizie da commentare quando si è dal parrucchiere. Ancora nessuna notizia sui programmi politici ma della privata del Premier sappiamo tutto. Così la curiosità non porta a chiedersi chi entrerà in Parlamento Europeo, ma: quanti soldi dovrà dare Silvio Berlusconi a Veronica Lario? E ancora: il lodo Alfano funziona pure nei casi di divorzio? E come dice la mia amica Daniela: “Vuoi vedere che Veronica Lario sarà l’unica a riuscire a vincere un processo contro l’immune Silvio Berlusconi?”

4 commenti:

  1. è tutto un'evoluzione... la globalizzazione come livellamento di tutte le culture verso il basso, verso il grande modello americano, sul piano politico ci ha portato dai grandi partiti di massa alla grande massa dei partiti, dagli opposti estremismi all'unico grande centro moderato e uguale a sè stesso. Alla politica spettacolo reaganiana ci siamo arrivati con una quindicina d'anni di ritardo, il "giornalismo" scandalistico e i "casi" che tengono occupato l'etere mentre dietro chissà cosa si consuma sono ormai tradizione consolidata; adesso abbiamo anche noi i nostri sexy-gate, e le nostre storielle private di uomini politici che mentre si difendono dalle "infamanti accuse" e fanno conferenze stampa sulle cazzate, a poco a poco stanno alllargando ancora di più l'ormai insanabile frattura tra la vita vera, la politica vera, e la vita e la politica finte, televisive e con la squadra di truccatori

    un delirio che andrebbe approfondito e chiarificato il mio... ma boh, magari te lo riscrivo più con calma

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  2. Marco Mancini6 maggio 2009 15:02

    Bisognerebbe guardarsi allo specchio, ogni mattina, appena alzati. Bisognerebbe guardarsi allo specchio sicuri di non essere visti da nessuno, sicuri di essere soli con se stessi. A quel punto bisognerebbe un pò esplorarsi, sforzarsi di capirsi un pò di più, farsi delle domande. Sono certo che le risposte lascerebbero parecchi di noi a bocca aperta.
    A pensarci bene la risposta alla domanda: "Perchè i quotidiani si trasformano in riviste di gossip ?" è molto più facile di quanto si possa immaginare. Perchè ci vengono propinate le realtà del Grande Fratello, di "Buona Domenica" dell'"Isola dei Famosi".... Perchè proliferano le riviste con le ultime piccanti news sugli attori (?!) più in voga del momento piuttosto che quotidiani o riviste che ci aggiornino su cosa realmente accade nel mondo ? a me, che mi guardo parecchio allo specchio, sembrano delle domande retoriche.
    Il giornalista deve vendere, altrimenti non porta il pane a casa; il presentatore deve garantirsi uno share degno di nota, altrimenti non porta il pane a casa; nessuno farebbe mai un investimento che, sa già, lo porterebbe a perdere i propri risparmi piuttosto che a guadagnarci.
    La triste, tristissima, realtà è che la colpa non è attribuibile soltanto a chi, invece di scrivere, dovrebbe andare a coltivare fragole nel metaponto, ma la colpa risiede principalmente proprio in coloro che fanno girare il mercato: i comuni cittadini.
    E' un fattore culturale il nostro, difficilmente modificabile. Siamo lo Stato che in Europa frequenta meno di tutti le librerie, siamo lo Stato che si inchioda al televisore per sapere chi verrà eliminato dal reality di turno, siamo lo Stato che permette a dei delinquenti di sedersi sul trono per essere corteggiato dalla zoccola di turno, siamo lo Stato che farcisce le tasche dei giornalisti di "Novella 2000", "Chi", "Di più", e fa fallire le riviste di cultura, che se non sono gratis non ci si avvicina nemmeno !
    I media vendono ciò che la gente richiede a gran voce, poco importa se i suoi contenuti sono scadenti...
    Proprio per questo bisogna combattere, protestare ogni giorno per proporre la propria alternativa, per combattere un sistema che ci vuole tutti come delle pecorelle nel recinto del pastore. Non bisogna scoraggiarsi nè perdere la fiducia nei propri mezzi, e questo blog è un'importante testimonianza di coloro che non vogliono, in qualche modo, essere "fuori dal coro"...
    "Malgrado tutto" c'è chi si guarda allo specchio la mattina e si accorge di quanto le cose, da queste parti, non vanno nella giusta direzione.

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  3. Mi limito a citare Sofri che raccoglie tutto il mio sdegno in un semplice articolo di repubblica del 1 maggio.

    "Gentile Silvio B., le dirò alcune cose sincere, da uomo a uomo. Noi uomini non siamo abituati a dirle, e tanto meno ad ascoltarle. Vale per quasi tutti noi, non solo per i bugiardi più spericolati come lei. Noi (con qualche rarissima eccezione: ci sono anche uomini davvero nobili d'animo, ma non ci riguarda) sappiamo bene di che porcherie si tratti, sia che le pratichiamo, come lei ostenta di fare, sia che ci rinunciamo, perché abbiamo imparato a vergognarcene, o semplicemente perché non abbiamo il fisico. Lo sa lei, lo so io.

    Mi hanno raccomandato di non perdermi i giornali a lei vicini: non li ho persi. Ho scorso gli editoriali, ho guardato le fotografie. Sa che cosa ho pensato? No, non che mi trovavo di fronte a qualche colonna infame, questo era ovvio, l'ha pensato chiunque. Ho guardato le fotografie - una giovane donna, un'attrice, che si scopre il seno - e mi sono chiesto come sia stato possibile che una giovane donna così bella dedicasse la propria vita a uno come lei. E' successo anche a me, mi interrogo anch'io: come sia possibile che giovani donne così belle e intelligenti dedichino la propria vita a uomini come noi. Naturalmente, un po' lo sappiamo come succede. Che carte abbiamo in mano, per barare.

    Siamo volgari abbastanza per riconoscere la reciproca volgarità. Semplicemente, ci teniamo a bada un po' di più di quanto faccia lei. Dicono tutti che gli italiani la invidiino. Sinceramente, nemmeno a questo credo. La guardo, dalla testa ai piedi, e non ci credo. Gli italiani hanno, come tanti maschi del mondo, un problema con la caduta dei capelli. Ma sanno bene che la sua non è la soluzione. Lei stesso lo sa, e non deve farsi troppe illusioni. Il cosiddetto populismo è traditore. Uno crede di aver sostituito ai cittadini un popolo, al popolo un pubblico, al pubblico una plebe: ed ecco, proprio mentre passa sotto l'arco di trionfo del suo impero di cartapesta e lancia gettoni d'oro, parte un solo fischio, e la plebe d'un tratto si rivolta e lo precipita nel fango.

    L'Italia è il paese di Maramaldo, e io non voglio maramaldeggiare su lei: benché sia ora di rovesciare le parti di quel vecchio scurrile episodio, e avvertire, dal suolo su cui si giace, al prepotente che gl'incombe sopra che è un uomo morto. Noi c'intendiamo: abbiamo gli stessi trucchi, dimissionari o no, pentiti o no. Siamo capaci di molto. Di esibire le nostre liste alle europee, e vantarcene: "Dove sono le famigerate veline?" dopo aver fatto fare le ore piccole ai nostri esasperati luogotenenti a depennare capigliature bionde. Di dire: "La signora" (non so se lei ci metterebbe la maiuscola: fino a questa introspezione non arrivo), sapendo che la signora di noi sa tutto, e anche delle liste elettorali prima della purga. Magari la signora la lascerà, finalmente, e lei le scioglierà addosso la muta dei suoi cani. Diventerà la loro preda prediletta. Ma nel Parlamento Europeo (le maiuscole ce le metto io: un tocco di solennità non fa male) ci si ricorderà di Veronica. Capaci perfino di chiamare "maleodoranti e malvestite" le deputate dell'altro schieramento: ci ho pensato, e le dirò che almeno a questo non credo che avrei saputo spingermi. In fondo lei è fortunato: le circostanze le permetteranno fino alla fine di restare soprattutto un poveruomo desideroso di essere vezzeggiato e invidiato e lusingato da ammiccamenti e colpi di gomito dei suoi sudditi, a Palazzo Chigi o sul prossimo colle, mentre padri di famiglia minacciano di darsi fuoco perché la loro bellissima bambina non è stata candidata, e vanno via contenti con la sua camicia di ricambio. In altre circostanze avrebbero potuto succederle cose terribili.

    Nel giro d'anni in cui lei e io nascevamo morirono chiusi in due distanti manicomii, perfettamente sani di mente, la signora Ida Dalser e suo figlio Benitino, che facevano ombra al capo del governo. Allora lo Stato era più efficiente di oggi, e misero mano a quella soluzione medici, infermieri, direttori di ospedali, questori, prefetti, commissari di polizia, segretari di fiducia. Altro che lo scherzo delle belle ragazze nelle liste elettorali. Dipende tutto dall'anagrafe.

    Per ora molti italiani (e anche parecchie italiane: le è riuscito il gioco di far passare la cosa come una rivalità fra giovani e belle e attempate e risentite) ricantano ancora il vecchio ritornello: "Tra moglie e marito...". Di tutti i vizi nostri, quello è il peggiore. E' la incrollabile Protezione civile dei panni sporchi da tenere sporchi in famiglia, delle botte e delle violenze a mogli e bambini, delle malefatte di padri spirituali al segreto del confessionale, fino a esploderci nelle mani quando il delitto d'onore appena cancellato dal nostro codice si ripresenta nelle figlia ammazzata in nome di qualche sharia. Non mettere il dito: no, a condizione che non si sentano pianti troppo forti uscire dalle pareti domestiche. O, anche quando la casa è così ricca e i muri così spessi, non sia la moglie a far sapere che cosa pensa. Che né il denaro né il soffio della Storia (Dio ci perdoni) le basta a tacere il suo disgusto.

    Invidiarla, gentile presidente? Mah. Ammetterò che, reietto come sono, una tentazione l'ho avuta. Non mi dispiacerebbe avere un ruolo importante nell'Italia pubblica di oggi, per le nuove opportunità che si offrono a chi sappia pensare in grande. E' da quando ero bambino che desidero fare cavallo uno dei miei senatori."

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  4. Marco Mancini6 maggio 2009 16:29

    ERRATA CORRIGE: "... questo blog è un'importante testimonianza di coloro che VOGLIONO, in qualche modo, essere "fuori dal coro"..."

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